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ALLARME MANGIMI PER CANI

ALLARME MANGIMI PER CANI

 Sono stati rilevati come materiale di base per alcune farine di carne: fanghi di fognature, grassi derivanti da vasche condensagrassi, scarti di concerie, pus e materiale fecale tutti materiali portatori di BSE (morbo della mucca pazza)

 

ALLARME MANGIME PER CANI (Stefano Apuzzo, Edgard Meyer)

 Qualcuno avrà già sentito parlare di piume, becchi, ossa e scarti di maccelleria che si trovano nei mangimi per cani e gatti.

La BSE o meglio conosciuta come “morbo della mucca pazza” non colpisce soltanto i bovini, ma anche l’uomo e gli animali domestici che si nutrono di farine animali nelle quali possono essere state usate carni di capi colpiti dalla sindrome.

E’ triste sapere che potremmo essere noi la causa dell’avvelenamento e del malessere dei nostri animali, somministrare al nostro cane il cibo sbagliato é la principale causa di insorgenza di malattie    

disturbi comportamentali e morte prematura dell’animale.

Oggi nell’alimentazione umana gli scandali e le riccorrenti frodi alimentari: mucca pazza, polli e maiali alla diossina e farine animali vietate, ma comunque somministrate hanno portato una quota crescente di consumatori verso alimenti di alta qualità o biologici.

Negli ultimi anni i veterinari hanno concluso che le cause principali dei problemi di salute come tumori, allergie e disturbi comportamentali traggono origine da un’alimentazione sbagliata e velenosa.

Immaginiamo che in alcuni cibi umidi vi è largo impiego di un conservante molto forte che si chiama FORMALINA, che viene molto usato anche nella conservazione di cadaveri(Thomas A.Chew New Land ; veterinario USA).

Nelle farine di carne, ovvero la base dei mangimi secchi vi è urina, materiale fecale, capelli, pellicce, pus e carne di animali malati di cancro, tubercolosi e atre terribili malattie.(Wendell O. Belfied ; veterinario USA).

Ricordiamo che le farine animali sono tra le principali cause della diffusione del morbo della mucca pazza infatti sono state bandite per l’alimentazione bovina nel 1994, ma rimaste vigenti per i mangimi destinati a polli, conigli,maiali e pesci anch’essi animali non carnivori.

 

FARINE ANIMALI (Udo Pollmer Slow Food)

 

L’ industria alimentare trasmette la pressione dei prezzi ai suoi fornitori ovvero allevatori e agricoltori, i quali per soppravvivere sono costretti a speculare su spazi d’allevamento e sull’alimentazione dei capi ed è per questo motivo che le mangiatoie degli allevatori Belgi si sono riempite di diossina, non mancano neppure gli indizi che possano essere stati usati per le farine oli esausti, grasso prelevato dalle vasche condensa grassi presenti nella fognature e con il calcio residuo della depurazione dei gas di combustione delle ciminiere delle fabbriche come “farine di covata” pare che stimoli lo sviluppo dei gusci d’uovo.

Non tanto tempo fa i bovini venivano nutriti con sterco di gallina in quanto gli escrementi sono ricchi di urea fonte di proteina per i ruminanti.

Oggi sembravano essere messi al bando, ma qualche mese fa l’opinione pubblica Tedesca scoprì che nonostante i divieti, il bestiame veniva nutrito con fanghi della fognatura, l’azienda in questione aveva dei permessi speciali; inoltre tanto per non buttar via niente viene utilizzato anche lo stomaco e il mangime rimasto all’interno di esso dell’animale appena macellato.

Altri componenti delle farine sono:

carcasse di maiali macellati e scartati al momento della visita veterinaria

manzi morti naturalmente o per incidenti d’allevamento.

Rifiuti dei salumifici.

Pulcini maschi non utilizzati in allevamenti di ovaiole.

Lepri, gatti e cani morti nelle strade.

Scarti di pellicceria e concerie.

Animali morti negli zoo

Cavie di laboratorio ove sono stati inniettati innumerevoli farmaci sperimentali.

Cervello di bovini che possono essere portatori di BSE.

 

I GRASSI UTILIZZATI NEI MANGIMI

 

Il grasso maggiormente utilizzato è quello derivante da scarti di ristorazione e di lavorazioni degli alimenti, questi grassi vengono solitamemte conservati per parecchie settimane in stoccaggi sicuramente non refrigerati con conseguente putrefazione delle carni, tali grassi vengono ritirati da camion mescolatori di grassi i quali vengono poi lavorati ed additivati con dei potenti antiossidanti per ritardare l’ulteriore putrefazione .

Questi grassi vengono poi colati e spruzzati sui grani di mangimi o crocchette rendendole molto appetibili per gli animali.

E’ giusto ricordare che la gazzetta ufficiale Italiana del 12 giugno 1996 pubblica il testo del decreto legge a firma del ministo della salute Rosy Bindi con il quale, recependo una direttiva Europea, legalizza l’uso di pelli e scarti di lavorazione delle concerie, brandelli di grasso e muscoli attaccati alle pelli per produrre mangimi e gelatine, tutti materiali ritenuti a rischio BSE.